Posto su una collina direttamente alle
spalle del borgo, fu costruito nella seconda metà del XVI secolo, dopo la grave
incursione barbaresca del 1560. Eccettuate le scorribande piratesche, non si
trovò mai coinvolto in rilevanti fatti d’arme, finché nel corso dell’Ottocento
venne adibito a cimitero.
Nel 1963, in occasione dello
spostamento a monte della ferrovia, fu demolita una parte consistente del
prospetto verso mare, sul quale si trovavano due bastioni a forma
quadrangolare. La parte rimasta, a forma quadrilatera, presenta due torri
circolari sugli spigoli d’angolo e alcune aperture, oltre all’orologio
pubblico, d’epoca relativamente recente.
Il prospetto verso Nord, eccetto lo
scalone trasversale, è indubbiamente originale com’è testimoniato dalla
muratura. Verso monte sono inglobate nella muratura due torri circolari
sporgenti, elemento che ritroviamo in altri castelli della zona, come ad
esempio in quello di Riomaggiore.
Le vicende inerenti la costruzione del
castello di Bonassola ci offrono uno spaccato della vita del borgo nel passato.
Val pertanto la pena di ricordarle in breve.
Poco prima dell’incursione barbaresca
del 1560, dato che il pericolo corsaro era un fatto ricorrente, gli uomini di
Bonassola, San Giorgio e Montaretto si riunirono il 23 marzo 1557 nella pieve
di San Martino, a Framura, e decisero di costruire un castello presso la
marina. Nell’agosto del 1561, a saccheggio avvenuto, altra riunione nella
chiesa di San Giorgio, alla quale presero parte 48 uomini in rappresentanza
delle famiglie più facoltose. Alla fine venne decisa la costruzione di una
torre a Bonassola per difendere la marina. Ma sorsero dei contrasti, perché la
gente di Montaretto e Reggimonti non intendeva contribuire alle spese, in
quanto voleva costruirne un’altra in loco che più li accomoda, cioè
spostata più a monte. Finalmente il Senato si decise ad intervenire e mandò a
Bonassola due incaricati di sua fiducia per dirimere la questione. Questi
ultimi, dopo aver ispezionato i luoghi, il 12 dicembre 1561 fecero una
dettagliata relazione al Senato con annesso un disegno e la suprema
magistratura genovese decretò che il forte venisse eretto in un piccolo
colle che resta nel mezzo, e così il castello venne finalmente edificato.